Profilo individuale
Risultati chiave, significato delle misure, punti di forza e priorità di lavoro.

Ski College Val di Fassa
Dalla profilazione fisica al confronto con l’allenatore: misure, interpretazione e priorità per lo sci alpino.
La valutazione, passo per passo
Il percorso parte dalla storia sportiva e dalle condizioni della giornata. Poi combina osservazione del movimento e misure strumentali.
Le aree di valutazione si adattano alla storia dell’atleta, alle richieste dello sci e agli obiettivi del lavoro.
Osserviamo le escursioni disponibili di caviglie, anche e tronco.
Perché lo osserviamo. Capire quali posizioni l’atleta riesce a raggiungere aiuta a interpretare il gesto e a scegliere eventuali approfondimenti.
Osserviamo come l’atleta organizza il corpo in appoggio su due gambe e su una sola.
Perché lo osserviamo. La qualità del movimento dà un contesto ai numeri: controllo, profondità e coordinazione non si leggono in un unico risultato.
Analizziamo spinta, reattività e controllo in salti con richieste differenti.
Perché lo osserviamo. Confrontare il risultato con tempi e strategia permette di distinguere capacità che possono richiedere lavori diversi.
Osserviamo come cambia la prestazione al variare del carico.
Perché lo osserviamo. La relazione tra forza e velocità orienta le priorità di allenamento, purché le prove siano complete e sufficientemente affidabili.
Misuriamo la forza prodotta in posizioni definite, considerando anche i due lati.
Perché lo osserviamo. Il confronto aiuta a individuare punti di forza e aspetti da approfondire, senza trasformare una singola differenza in una diagnosi.
Dentro il report
Tre esempi del modo in cui organizziamo le informazioni. Sono ricostruzioni illustrative: i valori non appartengono agli atleti dello Ski College.
Partire da fermi, usare un contromovimento o rimbalzare dopo una discesa sono richieste diverse. Ogni condizione aggiunge una prospettiva alla lettura della spinta.
Il confronto acquista significato insieme a tecnica, istruzioni e tempi. L’altezza, da sola, non descrive la reattività.
Una differenza può emergere in un compito e cambiare in un altro. Per questo affianchiamo salti bilaterali, monopodalici, laterali e test di forza.
Il report mette in relazione i risultati e distingue le osservazioni dalle conclusioni da approfondire.
Ritrovare lo stesso test, con lo stesso metodo, aiuta a leggere l’evoluzione. Carico recente, recupero e condizioni della seduta accompagnano sempre il numero.
Una variazione non viene attribuita automaticamente all’allenamento: va interpretata insieme alla ripetibilità della misura e al contesto.
La restituzione
Risultati chiave, significato delle misure, punti di forza e priorità di lavoro.
Elementi comuni e differenze tra atleti, per discutere una base di lavoro condivisa e gli approfondimenti individuali.
Una sintesi utilizzabile per ragionare sul blocco successivo, senza lasciare i test isolati in un documento.
La proposta di monitoraggio
Il percorso stagionale proposto prevede tre valutazioni con report individuale e restituzione allo staff.
Profilazione iniziale e priorità per il lavoro estivo.
Confronto con la valutazione iniziale e aggiornamento delle priorità.
Lettura dello stato fisico nel contesto agonistico.