Torna alle attività sul territorio

Ski College Val di Fassa

Conoscere l’atleta.
Orientare il lavoro.

Dalla profilazione fisica al confronto con l’allenatore: misure, interpretazione e priorità per lo sci alpino.

La valutazione, passo per passo

Cinque prospettive
sullo stesso atleta.

Il percorso parte dalla storia sportiva e dalle condizioni della giornata. Poi combina osservazione del movimento e misure strumentali.

Le aree di valutazione si adattano alla storia dell’atleta, alle richieste dello sci e agli obiettivi del lavoro.

01Mobilità

Osserviamo le escursioni disponibili di caviglie, anche e tronco.

Perché lo osserviamo. Capire quali posizioni l’atleta riesce a raggiungere aiuta a interpretare il gesto e a scegliere eventuali approfondimenti.

02Movimento

Osserviamo come l’atleta organizza il corpo in appoggio su due gambe e su una sola.

Perché lo osserviamo. La qualità del movimento dà un contesto ai numeri: controllo, profondità e coordinazione non si leggono in un unico risultato.

03Salti

Analizziamo spinta, reattività e controllo in salti con richieste differenti.

Perché lo osserviamo. Confrontare il risultato con tempi e strategia permette di distinguere capacità che possono richiedere lavori diversi.

04Forza–velocità

Osserviamo come cambia la prestazione al variare del carico.

Perché lo osserviamo. La relazione tra forza e velocità orienta le priorità di allenamento, purché le prove siano complete e sufficientemente affidabili.

05Forza isometrica

Misuriamo la forza prodotta in posizioni definite, considerando anche i due lati.

Perché lo osserviamo. Il confronto aiuta a individuare punti di forza e aspetti da approfondire, senza trasformare una singola differenza in una diagnosi.

Dentro il report

I numeri diventano
una lettura del movimento.

Tre esempi del modo in cui organizziamo le informazioni. Sono ricostruzioni illustrative: i valori non appartengono agli atleti dello Ski College.

Esempio con dati inventati: salto da fermo 32 cm, con contromovimento 39 cm, con rimbalzo 35 cm.
Esempio dimostrativo, non un risultato clinico o sportivo reale.

Non conta soltanto quanto salti.

Partire da fermi, usare un contromovimento o rimbalzare dopo una discesa sono richieste diverse. Ogni condizione aggiunge una prospettiva alla lettura della spinta.

Il confronto acquista significato insieme a tecnica, istruzioni e tempi. L’altezza, da sola, non descrive la reattività.

La restituzione

Dal singolo atleta
al lavoro dello staff.

Profilo individuale

Risultati chiave, significato delle misure, punti di forza e priorità di lavoro.

Lettura del gruppo

Elementi comuni e differenze tra atleti, per discutere una base di lavoro condivisa e gli approfondimenti individuali.

Confronto con l’allenatore

Una sintesi utilizzabile per ragionare sul blocco successivo, senza lasciare i test isolati in un documento.

La proposta di monitoraggio

Tre momenti.
Un confronto che prosegue.

Il percorso stagionale proposto prevede tre valutazioni con report individuale e restituzione allo staff.

Giugno

Il punto di partenza

Profilazione iniziale e priorità per il lavoro estivo.

Ottobre

Dopo la preparazione

Confronto con la valutazione iniziale e aggiornamento delle priorità.

Metà gennaio

Dentro la stagione

Lettura dello stato fisico nel contesto agonistico.

Parliamo del tuo progetto sportivo
Contatti